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DisContinuità territoriale, come uscirne?

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Incontro/dibattito sulle possibilità e disagi legati all’insularità e sulle possibili strategie per superarla.

 

video dell’ incontro sul Canale YouTube Nicola Bianchi

( http://www.youtube.com/watch?v=bfkQfX7dgJs&feature=youtu.be )

 

Data/Location:  Sabato 13 Luglio 2013, aula conferenze di Casa Gioiosa, loc. Tramariglio, Parco Naturale Regionale di Porto Conte , Alghero(ss).

 

 

 

Ospiti/Relari dell’incontro: 

GianPaolo Scano, Cinzia Ghiani  in rappresentanza della   nuova compagnia navale e tour operator GoInSardinia. (http://www.goinsardinia.it/ );

Fabrizio Steri, Comitato per la Continuità Territoriale della Sardegna (https://www.facebook.com/groups/330441743650334/);

Ivano Miscali, Comitato Territorio Continuo;

Giovanni Pigozzi, FAITA Sardegna (http://www.faitasardegna.org/ );

Francesco Mattana, AltroConsumo (http://www.altroconsumo.it/ );

Organizzatore:   Nicola Bianchi, Deputato/Portavoce M5S alla Camera, membro della Commissione Parlamentare n°9 , Trasporti, poste e Telecomunicazioni;

Moderatore:  Giuseppe Destefanis, collaboratore Parlamentare del Deputato/Portavoce Nicola Bianchi.

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  • Apre l’incontro il Portavoce Nicola Bianchi con doverosi ringraziamenti per la partecipazione e per aver risposto all’invito DSC08575all’Assessore Provinciale all’Ambiente Paolo Denegri e a tutti i membri di comitati e associazioni che presenziano al dibattito. Bianchi sottolinea la sua vicinanza e il suo interesse verso la problematica degli spostamenti da e verso la nostra isola, non a caso la scelta della commissione n°9 che si occupa di proprio di Trasporti.  Parla del suo intervento in commissione per ribadire come gli interventi ministeriali servano solo a mettere delle pezze provvisorie al problema, e su come non basta, a stagione oramai compromessa, calmierare i prezzi dei biglietti. Il problema va affrontato dalla radice con una progettazione a medio o lungo termine, ascoltando le associazioni e i comitati che da tempo s’interessano alla materia e che sono i veri portatori d’interesse verso la problematica. Per questo la posizione del M5S e dei suoi Portavoce in questo dibattito è quella di uditorio.

 

  • Prende la parola il moderatore dell’incontro, Dott. Giuseppe Destefanis che introduce la tematica prendendola dal punto di vista di quello che la Sardegna potrebbe essere in termini di centralità dei trasporti, sia di persone sia di merci, e che invece non è, per colpa di una cattiva programmazione che sembra agire contro quella che è la natura stessa della nostra centralità territoriale nel Mediterraneo. Oltre a ciò non manca anche il problema dei trasporti interni nella nostra isola e della distorsione della concezione spaziotemporale legata alla percorrenza dei tratti stradali o ferroviari isolani rispetto a realtà ben più funzionanti e funzionali. È inaccettabile che la Sardegna non abbia nemmeno un km di autostrada, che per arrivare da Cagliari a Sassari s’impieghino due ore e mezzo in auto e quasi quattro ore in treno. È inaccettabile che s’impieghino oltre venti anni e decine di croci sulla strada per pianificare l’inizio dei lavori per la Sassari-Olbia. È inaccettabile che non ci sia una programmazione tale da poter ovviare in tempi brevi a un inconveniente come quello della frana sulla 131 all’altezza di Florinas, che costringe i pendolari e viaggiatori sardi ad allungare su strade secondarie il loro tragitto, già non proprio comodo. Ringraziati gli ospiti, la parola ai relatori.

 

  • La parola passa al Presidente della nuova società consortile a responsabilità limitata GoInSardinia Gian Paolo Scano. “La società opera da quest’anno sulla tratta Olbia-Livorno, e nasce per combattere in maniera concorrenziale il caro traghetti perpetrato negli ultimi anni dalle società preposte ai trasporti marittimi. Società che nasce per opera di un gruppo di operatori turistici recettivi di tutte le categorie del turismo, e vuole dare una risposta a tutte le menzogne che gli armatori ci hanno dato nel corso degli anni”. Divide la problematica in vari argomenti. Si inizia dai Porti e dalla loro gestione, “controllata dal governo tramite autorità portuali nominate dal governo stesso, e tramite le capitanerie di porto e ormeggiatori con il loro comportamento da casta”. Fa l’esempio dei rimorchiatori del porto di Olbia, che pur rimanendo inutilizzati e attraccati in banchina, gravano sulle spese delle compagnie anche se queste non usufruiscono della prestazione. I rimorchiatori in questione non vengono pagati in base alla capacità del traghetto, ma per il numero di macchine trasportate. Un altro argomento è quello del prezzo dei carburanti, che sicuramente è aumentato ma non giustifica da solo un rincaro tale del prezzo dei biglietti. Basterebbe sgravare le tasse sui carburanti, non dare contributi in varie forme agli armatori. Il terzo argomento si pone la domanda sul come uscirne: la proposta di GoInSardinia è quella di non dare i contributi direttamente agli armatori sotto varie forme, ma di dare i contributi al viaggiatore che sceglie la compagnia navale che preferisce, a condizione che la compagnia navale offra il trasporto a dei prezzi contenuti e che quindi venga obbligata a offrire offerte concorrenziali. Questo modus operandi è già in vigore nelle tratte fra la Corsica e la Francia, un caso specifico molto simile al nostro, e funziona , tendendo ad abbassare i prezzi. Un altro argomento è quello delle merci che incide tantissimo sul costo della vita delle nostre famiglie. I Trasportatori vogliono sapere se le linee verranno mantenute anche per l’inverno. Scano però lamenta la totale indifferenza al problema della Regione che quasi non tollera il fatto che un gruppo di Imprenditori Sardi possa riuscire, senza passare dai canali tradizionali, a creare un progetto vincente. L’ultimo argomento è quello della Tirrenia, della regionalizzazione della Tirrenia. Si ritiene che al contrario l’iniziativa debba passare in mano ai privati affinché ci sia vera concorrenza e non vengano continuamente prosciugate le tasche dei cittadini.

 

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  • Cinzia Ghiani, promotrice del progetto GoInSardinia ribadisce che “la società nasce per contrastare il calo delle presenze turistiche in Sardegna, 50% in due anni, legato solo ed esclusivamente al caro biglietti”. Spiega qual è stato il duro lavoro per costituire dal nulla una flotta nuova, nonostante la burocrazia che poneva ripetutamente ostacoli, nonostante banche e istituzioni chiudevano ripetutamente le loro porte perché essendo un nuovo progetto, mancavamo di credibilità. “È grazie all’ANEK, compagnia Greca che già aveva affrontato un problema analogo nella linea fra Creta e la penisola greca, che il progetto è potuto andare avanti. “Senza chiederci fidejussione, ci hanno noleggiato il traghetto e hanno creduto in noi. Il progetto ha coinvolto e sta coinvolgendo sempre più operatori turistici sardi, è partito il 15 di Giugno  con una imbarcazione, e sta avendo un grosso successo grazie ai tour operator stessi che hanno fatto una massiccia campagna comunicativa coinvolgendo per primi i clienti del loro portfolio, informandoli della possibilità di ritornare in Sardegna a dei prezzi più ragionevoli, non avendo la società scopi di lucro e dovendo quindi solo ricoprire quelli che sono i costi di gestione del traghetto. I Clienti ci dimostrano il loro appoggio con un feed-back positivo e ci inorgoglisce il fatto che ci ringrazino perché finalmente possono ritornare in Sardegna”.

 

  • Prende il microfono Fabrizio Steri, operatore turistico e cofondatore del Comitato per la Continuità Territoriale in Sardegna, che come prima cosa tesse le lodi del Progetto GoInSardinia e sul fatto che fosse una scommessa portata avanti con ogni rischio e pericolo e andando incontro ad un mercato considerato proprio un “mare aperto”. Allo stesso tempo l’esempio ci fa capire come da noi la Continuità territoriale non esista e sia solo un miraggio. Solo quest’anno e a stagione già abbondantemente compromessa si è arrivati, grazie anchDSC08577e all’avvento di GoInSardinia, ad un abbassamento delle tariffe.” I Cittadini sardi devono innanzitutto capire che grazie al cartello messo in piedi dalle compagnie di navigazione, il flusso turistico e quindi quello economico hanno avuto un decremento di circa la metà in valore percentuale. Il motivo di questa disgraziata politica dei trasporti da parte dei privati è difficile da capire, ma lo è altrettanto capire come possano non avere posto un controllo gli organi amministrativi statali e soprattutto regionali. La regione al momento clou è letteralmente mancata alla concertazione con il ministero dei trasporti, tanto che nel novembre 2012, allorché il sottosegretario ai Trasporti ha accolto la delegazione sarda a Roma, in rappresentanza della Regione non era presente nessuna figura istituzionale”. Le istanze del tavolo non sono arrivate in Sardegna. La Regione ha deciso di puntare sul progetto flotta Sarda, miseramente fallito dopo 2 anni e che, secondo la corte dei conti, ha lasciato sul campo milioni di euro di debiti.  Parla poi della Tirrenia e del suo status di “compagnia semipubblica” che riceve ogni anno 72 milioni di euro di finanziamenti pubblici e nonostante ciò i biglietti hanno un costo non inferiore alle altre compagnie private. “Bisogna rivedere la convenzione fra Tirrenia e lo Stato, bisogna dialogare e non fare la guerra, perderemo noi sardi”.  Garantire i trasporti all’interno di un paese dovrebbe essere un servizio pubblico e in quanto tale non può rispondere a logiche di mercato, quindi i prezzi devono essere gli stessi ad agosto, in piena stagione turistica, come a novembre. Perché il ticket del Freccia Rossa Milano-Roma ha lo stesso prezzo tutto l’anno mentre per i nostri traghetti abbiamo aumenti a seconda del calendario?

 

  • Ivano Miscali, Comitato Territorio Continuo,  emigrato sardo a Pisa come altri 25.000 nel territorio della Provincia pisana spiega come ci sia stata l’esigenza di riunirsi in un comitato per far fronte allo smisurato impennamento dei costi dei Traghetti. Sottolinea la “stranezza di alcune vicende che si sono susseguite in queste ultime stagioni, come il fatto che la Tirrenia sia stata “regalata” a degli imprenditori,  come il fatto che si continuino ad erogare alla Tirrenia 72 milioni annuali senza fare alcun tipo di controllo, senza farci saper come vengono spesi, se vengono spesi per far fronte a problemi delle tratte sarde o se vengono devoluti su altre tratte molto meno coperte e utili alla popolazione. La stranezza sta anche nel fatto che l’Antitrust abbia impiegato 2 anni per deliberare un evidenza, cambiando tre volte in due anni la commissione che si occupa di studiare la vertenza. È strana anche la misura in cui le compagnie abbiano addossato le colpe dei rincari sul rincaro dei carburanti. È stato infatti stimato che l’aumento del costo del carburante avrebbe potuto apportare un aumento del 10% sul prezzo del biglietto, non un aumento fino all’80% come invece c’ è stato”.

 

  • Giovanni Pigozzi, presidente FAITA Sardegna, la federcamping sarda, lamenta il fatto che il settore dei campeggi sia oramai da 4 anni in crisi profonda e ci sia un opzione negativa anche per il prossimo anno. Crisi che oramai ha colpito tutti i settori del turismo. Nel 2013 il 15% degli alberghi non ha nemmeno aperto i battenti. Introduce il concetto di “condizione di Sardità” e va tradotto come la nostra impossibilità di competere. E’ un Gap, che è emerso da un recente studio della Banca d’Italia, e incide per oltre il 50% nella nostra condizione. Questa diseconomia è dovuta al costo dell’energia, maggiorata per noi sardi del 35%, dal metano, essendo noi l’unica regione a non possederne, dalla mancanza di Ferrovie, non potendo definire tali quelle esistenti, dalla mancanza di autostrade, dal credito che ci costa 4 o 5 punti in più, dalle imposte che noi paghiamo come i Milanesi e i Romani che dispongono di però di un grado molto più elevato di infrastrutturazione. Questi dati dimostrano quanto sia difficile di default essere sardi, se poi uniamo a ciò la mancanza di leali presupposti di collaborazione fra la Sardegna e lo Stato ecco che la il quadro è descritto, e in questo quadro calza a pennello il discorso della DiScontinuità Territoriale. Senza la continuità territoriale a noi è stato addirittura negato il diritto all’accesso. L’accesso a Roma, ai luoghi dello stato, alla sanità, ricordandoci che non si viaggia solo per turismo. Si rammarica di non aver dapprima aderito ad un progetto come quello di GoInSardinia, ma si impegna a rimediare. Parla di un impossibilità di programmare perché non c’è dietro una ricerca e uno studio dei dati. Non riusciamo nemmeno a sapere quante sono le presenze turistiche in Sardegna nel corso della stagione, monitoriamo solo le presenze ufficiali senza tener conto di quelle invisibili, delle seconde case, che sappiamo che da sole fanno triplicare il numero delle presenze. Spiega come i danni dureranno nel tempo perché sarà difficile lavare la macchia di una terra bella ma impossibile. Insiste anche sulle possibilità che potrebbe apportare all’economia Sarda la Zona Franca, ben regolamentata ed in mano ad una classe dirigente che esprima il meglio del nostro orgoglio sardo.

 

  • Francesco Mattana, AltroConsumo, inizia il suo intervento con il racconto del suo viaggio per arrivare a Porto Conte , sede del dibattito. Inutile parlare di viaggio, si potrebbe preferibilmente parlare un odissea, definendo come coraggiosi i visitatori che dovessero venire in Sardegna e imbattersi nei nostri mezzi di Trasporto. Impietosi sono anche i dati che emergono da degli studi del feedback dei viaggiatori che hanno visitato la nostra isola e poi hanno lasciato un commento su alcuni forum nazionali di viaggi e vacanze. Emerge che la Sardegna è carissima, oltre a tutti gli altri disagi che ben conosciamo. In un periodo di forte crisi come questo, aumentare i prezzi dei servizi non è un idea ottimale. Sarebbe quindi oltremodo producente ascoltare l’umore del cittadino utente e fruitore dei servizi, e se da queste ricerche emerge anche il dato che la Sardegna non è più nemmeno terra ospitale, significa che ci sarà tanto da lavorare.

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